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La Storia di San
Piero a Sieve
Per
comprendere i momenti più significativi e gli episodi più importanti della
storia di San Piero a Sieve, è necessario cogliere l'elemento che spiega la sua
nascita, e rappresenta il filo conduttore di tutti li sviluppi successivi. Il
borgo di San Piero a Sieve nasce come nodo stradale presso l'antico ponte che,
oltrepassando la Sieve, conduceva attraverso la Bolognese al Passo del Giogo.
E questo, l'essere sempre stato un nodo viario di grande rilevanza, l'elemento
che caratterizza la storia del paese mugellano. La sua importanza deriva infatti
dalla strada postale che sino al XVIII secolo l'attraversava e fu l'unica che da
Firenze permetteva di giungere a Bologna. Dunque, per tornare alle origini, il
primo agglomerato urbano si sviluppa nell'XI secolo, in prossimità del ponte
sulla Sieve, intorno alla chiesa plebana di San Pietro e prende il nome di
"Villa". Il secolo successivo, il 17 ottobre 1105 , come si evince da
un "atto giudiciale" redatto in presenza della Contessa Matilde,
assume il nome di "Villa Sevae". Il nome definitivo di San Piero a
Sieve risulta sia stato attribuito nel 1117, unendo la denominazione del borgo
a quello della Pieve. Originariamente
San Piero a Sieve apparteneva alla potente famiglia feudale degli Ubaldini
da Coldaia. L'economia della comunità era esclusivamente rurale. La
presenza di un mercato di
bestiame
favoriva il passaggio e la permanenza di genti in questi luoghi e
sviluppava negli abitanti quell'attitudine allo scambio, al confronto,
al d ialogo
che rimarrà e si rafforzerà nel tempo fino ai giorni nostri. Successivamente i
Medici entrano in possesso di tutta la zona. Questo avviene
nell'ambito di un preciso progetto politico-amministrativo di natura espansiva
che vede, prima la Repubblica Fiorentina poi i Medici, avviare un processo teso
ad estendere il controllo su tutto il contado per poter esercitare
la gestione delle principali vie di comunicazione,che erano in possesso delle grandi famiglie feudali (come gli Ubaldini ed i Guidi per ciò che riguarda il Mugello) che fino ad allora
spadroneggiavano sull' Appennino. L’impulso che i Medici diedero allo
sviluppo di questa terra è notevole.
Certo è, che, quando decisero di tornare nelle verdi valli
del Mugello
rispondevano anche ad un impulso, ad un sentimento naturale. E’ infatti
opinione comune affermare, obbedendo ad una antica consuetudine, che i Medici
abbiano ricevuto i natali nel Mugello, anche se non esiste alcun documento che
lo confermi. Peraltro, gli stessi. Medici non hanno mai smentito una simile
asserzione. Inoltre, il fatto di essere tornati a vivere nel Mugello, quasi a
voler respirare l'aria degli antenati, di avervi edificato ville e fortezze, una
volta consolidato il proprio potere economico e politico, può indurre
a ritenere verosimile che i Medici
siano stati realmente carbonai di Campiano, un piccolo borgo in collina,
a ridosso della pianuradi
Cafaggiolo, tra San Piero a Sieve e
Bar berino, dove
in seguito Cosimo il Vecchio fece costruire dall'architetto Michelozzo Michelozzi una famosa villa. Non si ha però alcuna notizia
su chi sia stato il primo a spostarsi dalla campagna per approdare a
Firenze. Difatti, quel Chiarissimo dei Medici che nel 120l figurava nel
Consiglio Generale della Repubblica, era già iscritto nell'elenco
dell' Arte di Calimala, per cui non doveva essere nuovo tra il "ceto"
dei mercanti
fiorentini. Il borgo di San Piero a Sieve ricevette una spinta
notevole in relazione all'operosità dei Medici:
s'ingrandì ed acquisì una certa importanza nel quadro politico mugellano, segnando anche un aumento della popolazione. Il transito di
un numero sempre maggiore di persone rese necessario la realizzazione di
strutture destinate all'accoglienza ed all'ospitalità. Proprio per
questo, nel 1275 fu creato un "hospitale" proprio nel borgo,
ad opera del "presbiter Gianbonus" . Altri spedali furono
realizzati lungo la strada a Novoli, nel
1335, ed a Tagliaferro, quest'ultimo era affiancato da un albergo.
Un’opera che riveste un valore strategico per la storia successiva della
comunità, è la costruzione del ponte sulla
Sieve.
Il ponte, uno dei più antichi su questo fiume, fu realizzato dai famosi maestri
muratori fiorentini: Niccolò di Ciardo,
Francesco Carletti e
Giovanni Mercati. Finalmente San Piero a Sieve poteva contare su di un
sicuro ponte in muratura che andava a sostituire quello in legname e
pietra che aveva fino ad allora garantito il passaggio del fiume. Con
questo evento San Piero a Sieve consoli dava la propria funzione di
mercatale e luogo di sosta perviaggiatori,
commercianti e pellegrini. L'essere poi situato su di una strada postale
consolida questo ruolo. E un dato ormai acquisito dalla storiografia
l'importanza di questo tipo di
strade per le comunità che ne sono toccate.
La Firenze-Bologna era considerata una postale e tale rimase fino
all'apertura della nuova arteria per la Futa.
Questo collegamento era di primaria importanza per lo scambio tra le due
regioni interappenniniche. Il viaggio tra le due città richiedeva almeno due
giorni di cavallo e prevedeva una sosta con cambio di cavalli appunto
a San Piero a Sieve, favorendo così
scambi, commerci e affari. Tra
il XIV e il XV secolo San Piero a Sieve viveil momento di maggior
prestigio, in relazione naturalmente ai successi della politica medicea. Fu in
questo periodo che questi eressero ville e castelli. A testimonianza
dell'interesse della famiglia di banchieri fiorentini si può citare l'impulso
che questi diedero ad una fabbrica di stoviglie, con fornace e casa colonica per
i
gestori, che all'epoca divenne molto famosa, per la qualità e la quantità del
prodotto. C'è da dire che gli abitanti di San Piero a Sieve contraccambiarono
sempre con lealtà l'impegno che i Medici profondevano verso la loro terra. Nel
1351 collaborarono con
Giovanni de'Medici
all'assedio di Scarperia. Più tardi accolsero con gioia il ritorno dei
Medici alla Signoria fiorentina. San Piero a Sieve fu posta anche a capo
della lega di Tagliaferro, che univa tutti i popoli dell'area
circostante, compreso quello di Vaglia con la Pieve di San Cresci a Macioli. Verso la fine del XV secolo, in relazione ad un momentaneo
disinteresse dei Medici nei con fronti dei propri possedimenti in
Mugello iniziò un periodo di declino e nel 1551 anche
la lega di Tagliaferro fu posta sotto il Vicariato di Scarperia. In
concomitanza della caduta dei Medici, anche il borgo sulla Sieve vive un lungo
periodo di stagnazione socio-economica, almeno fino alla fine del XIX secolo, quando, con la costruzione della
stazione ferroviaria arrivarono i primi treni favorendo la circolazione
di persone e di merci. A questo proposito si può affermare, che, lungo
tutta la tratta Firenze-Faenza, San Piero a Sieve era una delle
stazioni più significative, alla quale facevano capo i cittadini di Barberino, Scarperia e
Firenzuola. Nel corso dell'ultimo secolo San Piero a Sieve subisce gli
effetti e le conseguenze dei due conflitti mondiali come gli altri comuni
del Mugello. La partecipazione dei suoi cittadini alla Resistenza è attiva,
così come dimostranole memorie che i protagonisti ci hanno lasciato.
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