La Pieve di S. Pietro

Ancora più forte e diffusa è la permanenza delle presenze architettoniche dedicate alla funzione religiosa. Fra queste, ubicata in posizione baricentrica rispetto all’edifìcato del capoluogo e prospiciente l’attuale via Provinciale (dalla quale la separa una piazzetta-sagrato), spicca per importanza strategica, caratteri architettonici ed opere di pregio artistico, la Pieve di San Pietro; una fra le più antiche, se non la più antica, del Mugello. L’edificio attuale, risalente alla metà del XII secolo, è con ogni probabilità impostato su di una precedente costruzione, dato che la pieve è già ricordata in un documento dell 1O18. E’ facile comprendere, quindi, come il centro abitato sia esso stesso originato dalla presenza dell’importante sito religioso che governava un piviere politicamente strategico nel cuore del Mugello occidentale.
La chiesa, come oggi ci appare e pur se par­zialmente rimaneggiata, ripropone i canoni costruttivi propri della fase romanica che ha investito gran parte del contado fiorentino nei secoli XI e XII e che si esplica in uno schema planimetrico a basilica monoabsidale a tre navate, privo di transetto, con copertura lignea (che in San Pietro venne sostituita da coperture con volta a botte per la navata centrale e a vela per le laterali durante il complessivo rifacimento condotto dal pievano Poggini verso la metà del XVIII secolo) e schema murario geometrico e poco articolato. Stilisticamente, inoltre, San Pietro si presenta come un momento evolutivo della chiesadi tradizione paleocristiana nella quale si inseriscono nel tozzo pilastro quadrangolare che sostituisce la colonna, nella scarsità di
apparati decorativi, nelle pareti massicce caratteri propri del linguaggio dell’arte lombarda richiamandosi, come molti altri edifici religiosi del contado, al modello della cattedrale fiorentina di Santa Reparata Motivo d’interesse, e testimonianza della vetustà dell’edificio, è anche il paramento murario esterno in filaretto di piccole bozze ineguali di alberese e, in quantità minore, di arenaria e serpentino.
Oltre al rifacimento della metà del XVIII secolo, di cui si è detto, il complesso architettonico è stato oggetto di molti interventi: alla fine del quattrocento la chiesa fu restaurata ed ampliata e vennero aggiunti la canonica ed altri annessi; a seguito di un nuovo restauro,nel 1606-7, fu eretto il campanile (poi modificato a più riprese); nel 1768 viene sistemata la piazzetta antistante ove si pone la statua di San Pietro, opera di Girolamo Ticciati, e tre anni dopo si modifica la facciata mediante la realizzazione degli attuali tre portali e dell’ unica finestra. Gli esterni della chiesa, comunque, permangono in buona misura originali, fatto salvo che per la parte finale delle navate minori e per la zona absidale. Gli interni, dopo ulteriori recenti restauri, sono oggi intonacati con coloritura in bicromia bianco-grigio e i pilastri sono raccordati con archi a tutto sesto. Nella chiesa e nella canonica si conservano manufatti di notevole importanza artistica fra i quali spicca il fonte battesimale in terracotta invetriata attribuito a Giovanni della Robbia.
Quest’opera, eseguita presumibilmente nel 1518, ha impianto esagonale con angoli tagliati da pilastrini decorati sulla cui sommità è col­locato lo stemma mediceo. Il fonte è tripartito in senso verticale componendosi di un basa­mento con decori floreali, di formelle in altorilievo rappresentanti episodi sacri (l’annuncio a Zaccaria, la nascita del Battista, l’imposizione del nome, San Giovanni nel deserto, il battesimo di Gesù e la decollazione del Battista) e di un fregio decorato con teste di cherubini che si alternano a ghirlande di fiori. L’opera, insieme ad altre sulle quali ci soffermeremo più avanti, testimonia la diffusione, anche in Mugello, del nuovo gusto artistico rinascimentale.
Sono le grandi famiglie di mer­canti fiorentini le quali, avendo ormai stabili e importanti interessi economici nella vallata, con le loro committenze impongono l’abban­dono di stilemi artistici vernacolari e tradizionali che non ritengono più propri. Così anche il Mugello, pur con qualche decennio di ritar­do, si trova a condividere il clima artistico prodotto dall’umanesimo rinascimentale. Fra gli altri oggetti di pregio artistico con­servati nel complesso della pieve sono da ricordare un crocifisso ligneo attribuito a Raffaello da Montelupo, una tavola raffigurante la Vergine col Bambino attribuita a Lorenzo di Credi e una terracotta policroma del XV secolo raffigurante anch’essa la Vergine col Bambino.